Crab

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Ricerca, sperimentazione e promozione dell’agricoltura sostenibile in Piemonte: è la missione del Centro di Riferimento per l’Agricoltura Biologica, società consortile partecipata dalla Provincia e dalla Camera di Commercio di Torino, dalla Regione Piemonte, da Unioncamere e dalla Scuola teorico-pratica Malva Arnaldi di Bibiana. Il Crab, che ha sede a Luserna San Giovanni (Torino), conduce attività scientifiche, sperimentali e divulgative, per diffondere l’agricoltura biologica. Punto di riferimento per l’aggiornamento permanente degli agricoltori, a cui offre un costante supporto formativo, il Crab promuove la conversione biologica dell’agricoltura convenzionale, per favorire lo sviluppo di una agricoltura sostenibile, capace di valorizzare pienamente le risorse locali.

Frumento e mais, colture orticole, frutticoltura e viticoltura: il Crab verifica e promuove nuove tecniche colturali, affiancando gli agricoltori e offrendo loro soluzioni innovative e rispettose dell’ambiente, sia per il contenimento biologico dei parassiti che per migliorare la fertilità dei suoli con metodi naturali. Accanto all’attività formativa destinata agli agricoltori, al vasto lavoro di documentazione e all’attività scientifica condotta in collaborazione con ricercatori universitari, il Crab è impegnato in una crescente azione di sensibilizzazione didattica e lavora intensamente anche con le scuole, con iniziative come l’orto biologico allestito a Luserna San Giovanni all’interno di una struttura residenziale per anziani.

Particolare attenzione è stata rivolta alla piena valorizzazione economica delle filiere produttive regionali come quella dei cereali: il recupero “bio” delle varietà tipiche piemontesi ha dato vita all’Associazione Antichi Mais, che ha rivitalizzato l’intera filiera del mais piemontese, mettendo in collegamento diretto produttori, trasformatori e consumatori. Proprio la particolare attenzione per le biodiversità locali, vettore di importanza strategica per un’economia rurale sostenibile, ha condotto il Crab a intensificare gli sforzi per creare una rete piemontese di “seed saver”, agricoltori-custodi impegnati a recuperare e trasmettere le tecniche di riproduzione “in purezza” delle singole varietà, che arricchiscono il prezioso patrimonio ecologico ed economico della biodiversità piemontese.