Il progetto

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AGRICOLTORI CUSTODI

Mettere in rete operatori e conoscenze tra Piemonte e Provenza per creare una vera e propria rete delle biodiversità transfrontaliere, patrimonio dell’agricoltura orticola tradizionale tra Italia e Francia affidato agli “agricoltori custodi” che hanno preservato nel tempo l’originalità delle produzioni locali. Il progetto Interreg Alcotra “Una rete per le biodiversità transfrontaliere” punta alla salvaguardia delle specificità del territorio mediante la creazione di un network costituito da ricercatori e agricoltori, per la conservazione, la valorizzazione e la diffusione di varietà orticole coltivate con l’attenzione per l’ambiente che è propria dell’agricoltura biologica.

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è una moderna disciplina agricola che rifiuta l’impiego di prodotti chimici e utilizza tecniche ecologiche per incrementare la fertilità dei suoli, proteggere le colture e migliorarne la resa. Grazie a pratiche innovative incoraggiate dalla ricerca scientifica, la bio-agricoltura salvaguarda i terreni mediante concimi organici, rotazioni colturali e lavorazioni superficiali del suolo, mentre la difesa fitoparassitaria è affidata a preparati esclusivamente vegetali e minerali o a tecniche di lotta biologica per concentrare sulle colture l’azione naturale di insetti predatori dei parassiti.

Mentre nell’agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di energia ausiliaria di origine industriale (chimica, estrattiva, meccanica), l’agricoltura biologica reimpiega la materia principalmente sotto forma organica, puntando alla sostenibilità dell’attività agricola nel pieno rispetto dell’ambiente. Recenti ricerche attribuiscono inoltre ai prodotti biologici un maggiore valore nutrizionale: l’agricoltura biologica garantisce prodotti migliori, più sani e più buoni, la cui produzione rispetta gli ecosistemi della Terra.
L’agricoltura biologica è la modalità più appropriata per la conservazione “in purezza” delle biodiversità, cioè delle varietà tipiche dei territori agricoli regionali. Attraverso le reti dei seed saver, gli agricoltori custodi dei semi, l’agricoltura biologica valorizza le risorse locali alla base delle filiere corte e promuove un’economia sostenibile “a chilometri zero”, fondata sull’auto-produzione. L’agricoltura biologica è anche uno stile di vita che riduce progressivamente le dipendenze dalla grande distribuzione e rifiuta la diffusione degli organismi geneticamente modificati. La filosofia “bio” rafforza il principio della sovranità alimentare dei territori, preserva l’ambiente naturale e costituisce un volano sempre più importante per l’economia turistica legata alla valorizzazione dei prodotti locali.

Una rete per le biodiversità transfrontaliere

Il progetto punta alla realizzazione di un protocollo di “buone pratiche agricole e culturali” per la conservazione e valorizzazione in situ del patrimonio genetico dei territori transfrontalieri e montani, attraverso il recupero delle conoscenze pratiche di coltivazione, conservazione, riproduzione e consumo collegate alle biodiversità agricole. Il progetto mira a riconsegnare nelle mani degli agricoltori locali la salvaguardia della risorsa genetica locale dal possibile rischio di estinzione, valorizzando al tempo stesso la conservazione delle conoscenze agricole delle varietà locali. Il progetto intende inoltre promuovere la produzione e la diffusione del prodotto per incentivarne il consumo e sostenere lo scambio di informazione e di materiale tra gli agricoltori italiani e d’oltralpe, fino a costituire una rete transfrontaliera di “agricoltori custodi”. Si intende inoltre favorire la costituzione di associazioni di produttori locali, preferibilmente biologici, e stimolare la nascita di un disciplinare di produzione e di un unico marchio “transfrontaliero” di valorizzazione e di tracciabilità dei prodotti italiani e d’oltralpe.
Obiettivo generale

Mitigare l’erosione genetica e combattere il rischio di estinzione delle varietà orticole proprie dei territori transfrontalieri e riconsegnare a questi territori il patrimonio “culturale e colturale” legato alle biodiversità agrarie comuni, favorendo lo scambio di informazioni, di tecniche colturali e di materiale di propagazione, promuovendone la conoscenza, la produzione ed il consumo attraverso la creazione di una rete transfrontaliera di agricoltori custodi della biodiversità.

Obiettivi specifici

Identificare e recuperare le varietà orticole locali a rischio di scomparsa sui due versanti delle Alpi; caratterizzare l’adattamento delle venti biodiversità in esame alle condizioni ambientali dei territori inseriti nel progetto, dal punto di vista morfologico e fenologico, delle resistenze o delle sensibilità alle avversità ed assicurare la moltiplicazione dei semi caratterizzati; costruire un dispositivo transfrontaliero per conservare e diffondere le biodiversità caratterizzate sui territori transfrontalieri; promuovere, disseminare e diffondere a livello transfrontaliero i valori della biodiversità e delle specie orticole.

Risultati attesi

Recupero, riconoscimento e conservazione di venti biodiversità orticole locali dei territori transfrontalieri; miglioramento e riproduzione delle biodiversità; costituzione della Rete transfrontaliera di agricoltori custodi di semenze e sua stabilizzazione nel tempo; aumento dell’attenzione e della sensibilità alla biodiversità da parte sia degli agricoltori sia dei consumatori, sui due versanti delle Alpi.